Nato a La Habana, Cuba
Ramon Alejandro è protagonista del nuovo libro "Memoria- Arte cubana del XX secolo" e il noto autore Guillermo Cabrera Infante, nel segmento dedicato ad Alejandro, afferma: "Bisogna dire che Alejandro ha iniziato coltivando un sadismo surreale messo insieme da puyas e pullas, barbe e parolacce, che a Cuba sono completamente sinonimi. Ma il pittore vide subito la luce e aprì la papaya che Wifredo Lam aveva sempre trovato chiusa, con le grandi labbra sigillate, ben chiuse. Le papaya di Alejandro sono candide, aperte e presentano proprio l'opposto di un'infabulazione: un'offerta di amore e umorismo.
Ramon Alejandro. "Nel 1960 le cose a Cuba si stavano mettendo male e io stavo diventando irrequieto". Queste sono le ragioni che il pittore Ramon Alejandro ha addotto per la sua partenza verso l'esilio in una lunga lettera in cui descrive anche gli entusiasmi e i dubbi che ha vissuto nel corso della sua formazione intellettuale. Alejandro è nato a L'Avana nel 1943. Da parte di sua madre c'erano tre pittori in famiglia: un nonno, un bisnonno e uno zio, tutti attivi a Cuba tra la fine dell'Ottocento e i primi anni del presente secolo.
Nel salotto di famiglia erano appesi quadri del nonno e dello zio che, insieme alle conversazioni dello zio, fornirono al ragazzo le prime nozioni di arte. L'esempio dello zio fu particolarmente significativo, poiché la maggior parte dei lavori del nonno consisteva in copie di opere del Museo del Prado che erano state lasciate in Spagna. Data la situazione descritta nella suddetta lettera di Alejandro, nel 1960 il padre lo affidò alle cure di una zia di Buenos Aires. Lì si iscrisse alla Scuola di Belle Arti ma presto si trasferì all'istituto di Montevideo, dall'altra parte del fiume, dove seguì corsi di stampa. Curioso di conoscere altri paesi, il giovane si avventurò in Brasile. Ha viaggiato in tutto lo Stato di Minas Gerais, ricco di arte coloniale del periodo barocco, e a San Paolo si è imbattuto in una serie di capolavori dell'arte europea. Da Rio de Janeiro passò a Barcellona e, dopo aver visto tutto ciò che la Spagna aveva da offrire, nel 1963 si stabilì a Parigi, dove risiedette fino al 1995, quando si trasferì a Miami, dove risiede tuttora.
Dal 1968 al 1981 Alejandro ha allestito sette mostre personali presso gallerie private a Parigi, Ginevra e Miami; quella in quest'ultima città è stata l'unica presentazione individuale negli Stati Uniti. Ha partecipato a più di tre dozzine di mostre d'arte in Europa, in città che vanno da Bruxelles e Liegi in Belgio, a Roma, Milano, Bologna e Bolzano in Italia, a Belgrado, Skopje e NoviSad in Jugoslavia, oltre a una a Gerusalemme. Nel 1966, 1969, 1970 e 1971 è stato invitato a partecipare ai Saloni "Comparisons" di Parigi e nel 1971 e 1972 ha esposto ai Saloni di Maggio della stessa città. Ha partecipato alla prima mostra di arte erotica mai allestita, presentata nel 1968 dai musei di Lund, Svezia, e Aarhus, Danimarca, e alla mostra intitolata "Immagini erotiche e oscene" allestita alla Galleria Images di Parigi nel 1974. Alejandro ha contribuito a numerose mostre di libri dedicati a edizioni limitate illustrate da artisti di rilievo.
Il lavoro recente di Alejandro è caratterizzato da una poetica nostalgia. In mezzo a paesaggi delimitati da scogliere lontane, montagne remote o mari tranquilli, sorgono vaste costruzioni in pietra che, come i misteriosi monumenti basati sul principio indù del mandala, hanno aperture per ognuno dei quattro punti della bussola. Sembrano illustrazioni per opere di fantascienza o visioni di un mondo di pura illusione. Ogni elemento è definito nei dettagli dalla mano sicura ed esperta di un artista maturo, in costante progresso, le cui creazioni esercitano un effetto ammaliante sullo spettatore.