Il dipinto è firmato e datato in basso a sinistra "Colacicchi 43".
Sul retro, nella grafica del figlio del pittore, "Casa al Dono 1943".
Il dipinto è riferito al periodo della seconda guerra mondiale, durante l'invasione tedesca della città di Firenze, quando l'artista si rifugiò con la famiglia a Casa al Dono, a Vallombrosa, di proprietà della bibliotecaria Nicky Mariano e dello storico dell'arte Bernard Berenson. Durante il soggiorno, vi rifugiarono anche alcune famiglie ebraiche che rischiavano la cattura e soldati alleati che scappavano dai campi di concentramento.
Le origini di Giovanni Colacicchi sono legate ad una famiglia piuttosto importante: sua nonna Germana era una discendente dei Caetani della Torre (per questo nelle sue prime opere si firmò con doppio cognome Colacicchi Caetani) mentre suo nonno era il pittore Scipione Vannuttelli. L'ambiente radicalmente cattolico nel quale crebbe e gli studi classici intrapresi in gioventù furono fondamentali permettendogli una profonda conoscenza delle sacre scritture e sviluppando in lui un interesse verso la letteratura che lo accompagnò in tutta la sua carriera.
Di origine laziale, si avvicinò alla pittura dopo il suo trasferimento a Firenze nel 1916 entrando in contatto con Garibaldo Cepparelli, Raffaello del Grada e frequentando il Caffè Giubbe Rosse, luogo di ritrovo dell'élite intellettuale, dove conobbe Francesco Franchetti...
Categoria
Anni 1940 Altro stile artistico Giovanni Colacicchi Arte
MaterialiOlio, Pannello in legno