Il martirio di San Bartolomeo. Pittura su pergamena. Su modelli di Ribera y Cucó, José (Játiva, Spagna, 1591-Napoli, Italia, 1652).
La composizione è organizzata intorno alla diagonale che disegna il tronco dell'albero a cui è legato il vecchio. Il soldato a destra lo sta scuoiando, mentre un'altra figura a sinistra bilancia e armonizza il quadro. Questo è il modo in cui Bartolomé l'Apostolo fu martirizzato: secondo la tradizione, il re dell'Armenia Astiages gli ordinò di adorare i suoi idoli, cosa che egli rifiutò, mandandolo in pasto alla pelle. Praticamente tutti gli elementi dell'opera sono riconducibili alla scuola italiana, mentre la composizione segue gli schemi abituali del barocco del XVII secolo. Il colore mostra l'opera molto lontana dal tenebrismo caravaggesco che era comune allora, e non presenta contrasti di luce, oltre a ricordare opere più nella linea del barocco classicista o, addirittura, del precedente manierismo. José de Ribera y Cucó era un pittore e incisore nato in Spagna che sviluppò la sua intera carriera in Italia, dove era conosciuto come Giuseppe Ribera e con il soprannome "Lo Spagnoletto". Il suo stile si è evoluto dal tenebrismo di Caravaggio a un'estetica molto più luminosa influenzata da figure come Van Dyc, e ha contribuito notevolmente a creare la "scuola napoletana" (in cui spiccano Giovanni Lanfranco, Luca Guiordano...). Nacque a Játiva (Spagna), ed è possibile che abbia imparato con Francisco Ribalta; ancora adolescente, si recò nell'Italia settentrionale (Cremona, Milano, Parma), poi andò a Roma, dove entrò in contatto con opere classiciste (Reni e Ludovico Carracci...
Categoria
XVII secolo Europeo Barocco Di antiquariato/d’epoca Quadri in pelle